Caos neve nel Lazio, quattrocento euro per essere soccorsi

Privi di acqua, privi di gas, privi di luce e di corrente. Al buio, al freddo, al gelo, isolati dal mondo, così hanno vissuto 100mila persone per più di 76 ore a Frosinone e nei paesi limitrofi. Ma la normalità sembra lontana anni luce e la speculazione è sempre in agguato: ad un’anziana donna è stato offerto aiuto per uscire dall’isolamento in cambio di quattrocento euro. E la difficoltà degli approvvigionamenti ha spinto a fare tesoro anche del cibo. 

Foto Daniele Silvestri
 

FROSINONE – Non si placa l’ondata emergenziale in Ciociaria, investita giovedì notte da una tempesta di neve che ha messo ko il territorio e ridotto all’osso la resistenza delle persone. Privi di acqua, privi di gas, privi di luce e di corrente. Al buio, al freddo, al gelo, isolati dal mondo, così hanno vissuto 100mila persone per più di 76 ore a Frosinone e nei paesi limitrofi. Nei posti più confinati e difficili da raggiungere la neve ha toccato anche un metro di altezza. Il problema maggiore è rappresentato dalla caduta dei rami degli alberi che hanno invaso strade, danneggiato tralicci della corrente, colpito macchine ed abitazioni, rallentato – a volte bloccato – i soccorsi. Sono più di mille i funzionari dell’Enel a lavoro ventiquattro ore su ventiquattro, anche sui territori montani più impervi, effettuando tremila e cinquecento interventi sulle linee elettriche. Ma non basta. Perché stamani erano ancora ventimila le persone senza energia elettrica in Ciociaria.

La criticità della situazione ha portato, nella giornata di ieri a far convogliare sul Frusinate anche i mezzi di soccorso delle Province di Roma e Latina, al termine di un vertice in Prefettura. C’è stato anche il dispiegamento dell’Esercito per le arterie del capoluogo ciociaro, e degli Alpini per le zone più periferiche. Ma la normalità sembra lontana anni luce, ed oggi il pericolo più grande è rappresentato dal ghiaccio. Le istituzioni hanno lanciato appelli agli agricoltori e lavoratori della zona affinché si mettano gratuitamente a disposizione con trattori, escavatori e pale meccaniche al fine di ripristinare al più presto tutti i collegamenti viari. La speculazione è sempre in agguato: ad un’anziana donna è stato offerto aiuto per uscire dall’isolamento in cambio di quattrocento euro.
La difficoltà degli approvvigionamenti ha spinto a fare tesoro anche delle derrate alimentari. Nei piccoli negozi di alimentari i beni di prima necessità vengono venduti con parsimonia: per ogni famiglia un litro di latte e una pagnotta di pane. E se ci sono paesi che hanno dato vita ad una distribuzione gratuita di pane, pasta e acqua non mancano, allo stesso tempo, segnalazioni di consumatori che lamentano prezzi maggiorati.

Alatri, Anagni, Veroli, Collepardo, Vico nel Lazio, Fumone, Boville, Strangolagalli, Ceccano, Torre Cajetani, Fiuggi, Ripi, Guarcino, Ferentino, Supino, Roccasecca, Arnara, Monte San Giovanni Campano: è lunga la lista dei paesi che si sono trovati, improvvisamente, catapultati indietro di cento anni. E testimonianze drammatiche arrivano da ogni dove: ad Aricinazzo Romano, al confine con la provincia di Frosinone, tre famiglie rimaste isolate sono state raggiunte dal comandante della stazione carabinieri di un vicino paese e da alcuni volontari a bordo di un trattore. Durante il tragitto è stato trovato un uomo, quasi assiderato, che era uscito a piedi per procurare il cibo per gli altri.

A bordo di un quad invece il sindaco di Sora, Ernesto Tersigni, è riuscito a raggiungere le zone più impervie del suo comune, e ad accompagnare un anziano in ipotermia in ospedale. Niente da fare invece per un camionista, trovato morto, ad Avezzano, nella sua cabina di guida. Inizia la lotta contro il tempo, molti malati ed anziani sono stati raggiunti dai soccorsi per mezzo di elicotteri. Un commerciante di Atina è ora in fin di vita: ha accusato un malore dopo aver spalato la neve per ripulire l’accesso al suo locale.

Negli ospedali sono finite le scorte di alcuni gruppi di sangue. In mattinata un padre e i suoi due figli piccoli hanno fatto appena in tempo ad uscire di casa che si son visti crollare il tetto della propria abitazione, in una frazione di Frosinone. Tra venerdì e sabato intanto il peso della neve ha fatto crollare la copertura dello stadio Casaleno, dove si allena la squadra cittadina, il chiostro del Conservatorio Licinio Refice e vari capannoni. A Ceccano ha ceduto la struttura del palazzetto dello sport, era stato ristrutturato meno di due mesi fa.

Con l’assenza di corrente e la difficoltà negli spostamenti, il mezzo di comunicazione più utilizzato rimane internet. Sono tantissime le richieste d’aiuto lanciate attraverso i social network, approfittando degli smartphone e di una labile copertura delle compagnie telefoniche. Gli appelli sono disperati, raccoglierne le testimonianze significa compiere un passo indietro nel tempo.

Non mancano scene da presepio: come quella di una famiglia con padre madre e due figli, in una frazione di Ferentino, seduta intorno ad un fuoco allestito in una capanna utilizzata di solito come riserva per la legna, ma diventata oggi l’unico modo per scaldarsi. Nelle campagne di Alatri invece, ci si sostenta grazie ad un braciere, come nell’Ottocento. «Siamo senza acqua e senza corrente da venerdì – scrive una donna di Veroli su Facebook – sciogliamo neve per i servizi igienici, la utilizziamo anche per cucinare. È uno scenario di guerra«. «Un vero dramma umano, una situazione da terzo mondo, ma dove sono gli aiuti?» si chiede Andrea da Boville Ernica . La rete raccoglie ed amplifica la voce di queste persone isolate da giorni.

C’è chi piange, chi si dispera, chi si rimbocca le maniche e armato soltanto di disperazione inizia a spalare tentando di creare una via di fuga. Ma la forza delle braccia non basta, e una pala e tanta buona volontà nulla possono davanti all’imponenza della neve. L’Ufficio Meteo del Comune di Frosinone intanto ha diramato un’allerta di massimo grado per le giornate di venerdì e sabato prossimi, si prevedono nuove nevicate su tutta la Ciociaria e anche in città.

 

Romina Vinci  (testo)

Daniele Silvestri (foto)

Pubblicato il 6 Febbraio 2012, su Linkiesta.it

Disponibile su: http://www.linkiesta.it/neve-lazio#ixzz1ldg8RKYe

Categorie: Reportage | Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

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