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Ciociaria sotto la neve, dove non arrivano i soccorsi arriva facebook

Nella Ciociaria coperta dalla neve, i siti istituzionali restano in silenzio, quando non mostrano nella home i risultati delle elezioni del 2006. Per capire cosa stia accadendo ci sono per fortuna testate online locali e i social network. Dove si inviano richieste di soccorso, per uomini e animali. Si stringono legami per cooperare e darsi suggerimenti utili. E, per le scuole, diventano un modo di fare lezione, con un insegnante che ha dato i compiti agli alunni via Facebook. Mentre gli anziani ciociari ammoniscono, durerà a lungo.

FROSINONE – «Comunicato per il cielo: Si prega di non buttare giù altro che non sia acqua o al limite manna…grazie», lo chiede Massimo, da Anagni, con cortesia e gentilezza, sperando che qualcuno – dall’alto – accolga il suo appello. A cinque giorni dalla nevicata che ha messo in ginocchio il Basso Lazio, e non solo, la gente è stremata e c’è chi, disincantato, rivolge le sue preghiere con il naso all’insù.

«Ho nove cani che rischiano di morire sotto la neve, è crollato tutto, qualcuno può aiutarmi con un trattore o con un altro mezzo? Devo portarli via». È il disperato appello lanciato sabato pomeriggio da Isabella, che vive nelle campagne di Ferentino, uno tra i comuni più colpiti. Tre giorni dopo è ridotta allo stremo delle forze, nessuno ha risposto al suo richiamo e lei, da sola, è riuscita a portare in salvo solo cinque delle sue bestiole. Lo ha fatto a piedi, con la neve che superava il metro d’altezza. Non si tratta di un caso isolato purtroppo: ci sono tantissimi allevatori che fanno la conta della perdita del bestiame e denunciano perdite superiori anche ai centomila euro.

Emergenza animali in Ciociaria ma – soprattutto – emergenza persone. Non è bastato far confluire i mezzi di soccorso delle province di Roma e Latina, e neanche l’impiego del personale dell’esercito, perché, a quasi una settimana dall’inizio della nevicata, la macchina dei soccorsi non riesce a fronteggiare le criticità di tutto il territorio.

Torna a connettersi con il mondo Andrea da Boville Ernica, che annuncia trionfante sul suo profilo Facebook, alle ore 17.15: «La Protezione Civile della regione Lombardia ha inviato un mega-gruppo elettrogeno nella mia zona, per far fronte alla mancanza dell’elettricità. Chapeau Formigoni». Ma non a tutti è consentito tirare un sospiro di sollievo. Fino a questo pomeriggio erano ancora 15 mila le utenze nel Frusinate sprovviste di energia elettrica.

A Castelmassimo, frazione del vasto comune di Veroli, centinaia di famiglie si apprestano a fronteggiare il sesto giorno senza acqua e corrente: «È da venerdì che chiediamo interventi, anche di privati – denuncia Lorenzo, 28 anni, che sfida chiunque a lavarsi i denti con l’acqua sciolta dalla neve – ma nessun aiuto». E c’è chi l’aiuto l’ha ottenuto pagando profumatamente, ma il risultato è stato solo temporaneo: «Sabato abbiamo pagato quattrocento euro per far pulire trenta metri di strada, ma ora è tutto completamente ghiacciato», dice Giulia, che vive all’ingresso storico di Ferentino. È andata meglio – si fa per dire – ad un gruppo di venticinque famiglie che, con cinque euro a testa, son riuscite a far pulire cento metri di strada grazie ad un trattore.

Se c’è un merito però che va riconosciuto alla neve è quello di manifestare in maniera plateale le potenzialità del web, soprattutto dei social network. È così che una tra le principali emittenti locali scopre che, al fianco del bianco candore, è possibile cinguettare. «Ieri abbiamo creato il nostro profilo Twitter – annuncia durante una diretta video il direttore della testata – ed abbiamo già centinaia di follower. Scriveteci, così noi twitteremo le vostre segnalazioni».

Lodevole poi il servizio di alcune testate locali online, che offrono costantemente aggiornamenti sull’avanzamento dei soccorsi e sulle zone ancora a rischio. Da segnalare anche l’operato di piccole radio che realizzano lunghe dirette, dando voce a centinaia di cittadini, così come le pagine web di minuscoli centri (quello di Collepardo ad esempio, meno di mille abitanti, offre un notiziario telematico molto valido). Si svelano però anche gli scheletri nell’armadio: siti istituzionali completamente statici, quelli di alcuni comuni mostrano nella home i risultati delle Elezioni del 2006.

In tutto questo scenario, Facebook rimane l’unico motore funzionante al 100%. Erano da poco passate le 21 venerdì scorso quando Luca, un volontario della Protezione Civile in strada da più di ventiquattro ore con la macchina dei soccorsi, fotografa con il suo iPhone il crollo della copertura dello Stadio Casaleno di Frosinone. Subito pubblica sul suo profilo la foto del cedimento. In meno di mezz’ora l’immagine viene condivisa da più di cento persone. Si accendono i riflettori su un’emergenza che, fino a quel momento, per la maggior parte della popolazione aveva avuto tutti i connotati della fiaba.

Sono decine, e sempre più numerosi i gruppi creati sul popolare social network e che offrono un filo diretto per fronteggiare le criticità di ogni singolo comune. La rete fa innestare una vera e propria maratona di solidarietà. Le distanze si annullano e persone che a malapena si salutavano – pur vivendo nello stesso quartiere – eccole ora protese ad aiutarsi l’un l’altra, a colpi di click, ovviamente.

«A Ponte Grande è arrivato lo spazzaneve», scrive Aquila Reale, poco prima delle 17, sul gruppo Emergenza neve Ferentino. «Mandalo alla Cartiera, è da giovedì che sono isolati», replica immediatamente Emanuela. Si lanciano appelli per segnalare mancanza di latte per i neonati, si chiede a chi è più vicino di andar a verificare personalmente le condizioni di salute degli anziani, e c’è anche chi si offre di cucinare la polenta per tutti i volontari che, armati di pala, si prodigheranno per liberare le vie dei centri storici.

Ordinanze dei comuni intanto informano i ragazzi che le scuole resteranno chiuse, almeno per un altro paio di giorni. Tutta festa per gli studenti? Niente affatto, perché Facebook è ligio al dovere, e così una professoressa di una scuola media del capoluogo bacchetta gli scolari: «Visto che la vacanza si prolunga e gli esami si avvicinano – scrive l’insegnante taggando gli alunni di terza media – fate questi compiti. Storia: esercizi da pagina 166 tutti. Grammatica: pagina 570 n.1 e 2. Antologia lettura pagina 370 con tutti gli esercizi. Raggiungete per telefono tutti quelli che non hanno fb».

YouTube però non ci sta, e non vuole restare a guardare i successi del suo competitor. E così trova un modo per spopolare sul web, mettendo in rete un trailer, The Day after Frosinone, che vanta più di 7 mila visite. L’ultimo messaggio spetta però al magico mondo inventato da Zuckerberg. È di Roberto, 29 anni di Alatri il quale, appena rientrato a casa, mette in guardia tutti i suoi amici: «Un anziano ciociaro incrociato per strada ha detto chessa è chella ca dura tant. Tradotto: non dovrebbe migliorare a breve».

 

Romina Vinci

(testo)

Pubblicato il 7 Febbraio 2012, su Linkiesta.it

Disponibile su:  http://www.linkiesta.it/ciociaria-neve#ixzz1ljZnZRHr

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Caos neve nel Lazio, quattrocento euro per essere soccorsi

Privi di acqua, privi di gas, privi di luce e di corrente. Al buio, al freddo, al gelo, isolati dal mondo, così hanno vissuto 100mila persone per più di 76 ore a Frosinone e nei paesi limitrofi. Ma la normalità sembra lontana anni luce e la speculazione è sempre in agguato: ad un’anziana donna è stato offerto aiuto per uscire dall’isolamento in cambio di quattrocento euro. E la difficoltà degli approvvigionamenti ha spinto a fare tesoro anche del cibo. 

Foto Daniele Silvestri
 

FROSINONE – Non si placa l’ondata emergenziale in Ciociaria, investita giovedì notte da una tempesta di neve che ha messo ko il territorio e ridotto all’osso la resistenza delle persone. Privi di acqua, privi di gas, privi di luce e di corrente. Al buio, al freddo, al gelo, isolati dal mondo, così hanno vissuto 100mila persone per più di 76 ore a Frosinone e nei paesi limitrofi. Nei posti più confinati e difficili da raggiungere la neve ha toccato anche un metro di altezza. Il problema maggiore è rappresentato dalla caduta dei rami degli alberi che hanno invaso strade, danneggiato tralicci della corrente, colpito macchine ed abitazioni, rallentato – a volte bloccato – i soccorsi. Sono più di mille i funzionari dell’Enel a lavoro ventiquattro ore su ventiquattro, anche sui territori montani più impervi, effettuando tremila e cinquecento interventi sulle linee elettriche. Ma non basta. Perché stamani erano ancora ventimila le persone senza energia elettrica in Ciociaria.

La criticità della situazione ha portato, nella giornata di ieri a far convogliare sul Frusinate anche i mezzi di soccorso delle Province di Roma e Latina, al termine di un vertice in Prefettura. C’è stato anche il dispiegamento dell’Esercito per le arterie del capoluogo ciociaro, e degli Alpini per le zone più periferiche. Ma la normalità sembra lontana anni luce, ed oggi il pericolo più grande è rappresentato dal ghiaccio. Le istituzioni hanno lanciato appelli agli agricoltori e lavoratori della zona affinché si mettano gratuitamente a disposizione con trattori, escavatori e pale meccaniche al fine di ripristinare al più presto tutti i collegamenti viari. La speculazione è sempre in agguato: ad un’anziana donna è stato offerto aiuto per uscire dall’isolamento in cambio di quattrocento euro.
La difficoltà degli approvvigionamenti ha spinto a fare tesoro anche delle derrate alimentari. Nei piccoli negozi di alimentari i beni di prima necessità vengono venduti con parsimonia: per ogni famiglia un litro di latte e una pagnotta di pane. E se ci sono paesi che hanno dato vita ad una distribuzione gratuita di pane, pasta e acqua non mancano, allo stesso tempo, segnalazioni di consumatori che lamentano prezzi maggiorati.

Alatri, Anagni, Veroli, Collepardo, Vico nel Lazio, Fumone, Boville, Strangolagalli, Ceccano, Torre Cajetani, Fiuggi, Ripi, Guarcino, Ferentino, Supino, Roccasecca, Arnara, Monte San Giovanni Campano: è lunga la lista dei paesi che si sono trovati, improvvisamente, catapultati indietro di cento anni. E testimonianze drammatiche arrivano da ogni dove: ad Aricinazzo Romano, al confine con la provincia di Frosinone, tre famiglie rimaste isolate sono state raggiunte dal comandante della stazione carabinieri di un vicino paese e da alcuni volontari a bordo di un trattore. Durante il tragitto è stato trovato un uomo, quasi assiderato, che era uscito a piedi per procurare il cibo per gli altri.

A bordo di un quad invece il sindaco di Sora, Ernesto Tersigni, è riuscito a raggiungere le zone più impervie del suo comune, e ad accompagnare un anziano in ipotermia in ospedale. Niente da fare invece per un camionista, trovato morto, ad Avezzano, nella sua cabina di guida. Inizia la lotta contro il tempo, molti malati ed anziani sono stati raggiunti dai soccorsi per mezzo di elicotteri. Un commerciante di Atina è ora in fin di vita: ha accusato un malore dopo aver spalato la neve per ripulire l’accesso al suo locale.

Negli ospedali sono finite le scorte di alcuni gruppi di sangue. In mattinata un padre e i suoi due figli piccoli hanno fatto appena in tempo ad uscire di casa che si son visti crollare il tetto della propria abitazione, in una frazione di Frosinone. Tra venerdì e sabato intanto il peso della neve ha fatto crollare la copertura dello stadio Casaleno, dove si allena la squadra cittadina, il chiostro del Conservatorio Licinio Refice e vari capannoni. A Ceccano ha ceduto la struttura del palazzetto dello sport, era stato ristrutturato meno di due mesi fa.

Con l’assenza di corrente e la difficoltà negli spostamenti, il mezzo di comunicazione più utilizzato rimane internet. Sono tantissime le richieste d’aiuto lanciate attraverso i social network, approfittando degli smartphone e di una labile copertura delle compagnie telefoniche. Gli appelli sono disperati, raccoglierne le testimonianze significa compiere un passo indietro nel tempo.

Non mancano scene da presepio: come quella di una famiglia con padre madre e due figli, in una frazione di Ferentino, seduta intorno ad un fuoco allestito in una capanna utilizzata di solito come riserva per la legna, ma diventata oggi l’unico modo per scaldarsi. Nelle campagne di Alatri invece, ci si sostenta grazie ad un braciere, come nell’Ottocento. «Siamo senza acqua e senza corrente da venerdì – scrive una donna di Veroli su Facebook – sciogliamo neve per i servizi igienici, la utilizziamo anche per cucinare. È uno scenario di guerra«. «Un vero dramma umano, una situazione da terzo mondo, ma dove sono gli aiuti?» si chiede Andrea da Boville Ernica . La rete raccoglie ed amplifica la voce di queste persone isolate da giorni.

C’è chi piange, chi si dispera, chi si rimbocca le maniche e armato soltanto di disperazione inizia a spalare tentando di creare una via di fuga. Ma la forza delle braccia non basta, e una pala e tanta buona volontà nulla possono davanti all’imponenza della neve. L’Ufficio Meteo del Comune di Frosinone intanto ha diramato un’allerta di massimo grado per le giornate di venerdì e sabato prossimi, si prevedono nuove nevicate su tutta la Ciociaria e anche in città.

 

Romina Vinci  (testo)

Daniele Silvestri (foto)

Pubblicato il 6 Febbraio 2012, su Linkiesta.it

Disponibile su: http://www.linkiesta.it/neve-lazio#ixzz1ldg8RKYe

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