Articoli con tag: campo

#nextstopbolivia – Como se carga a un bebe

26 de Agusto 2013 en Cochabamba

 Daría Tacachiri me hace conocer el barrio Primero de Mayo, un barrio en la zona sur de Cochabamba, que se está desarrollando en estos últimos años. Aquí llega la gente del campo para empezar una nueva vida y buscar más oportunidades de trabajo. En este barrio la organización de Daría ha dado vida a grupos de mujeres que se reúnen, dos veces a semana, y aprenden a cocer, tejer y hablan de sus vidas y sus problemas.

Ellas llevan consigo su hijos, y la mayoría de las veces, como se trata de bebés, ellas los cargan en sus aguayos….de esta manera!

(…. #nextstopbolivia sigue)

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Una partita per la vita

“Quella oncologica è una partita per la vita, una delle poche partite che non ammette pareggio: o si vince o si perde”, lo sentenziava Matteo Mastromauro, 42 anni, giornalista del Tg5. Matteo pensava di avercela fatta, dopo due anni, a sconfiggere il suo male.

La scoperta nella primavera del 2008, mentre in prima linea seguiva la campagna elettorale di Silvio Berlusconi. Una serie di controlli e poi il verdetto: cancro ai polmoni. 15-07-2008: lui non amava le cifre, eppure quei numeri li aveva ben scolpiti dentro, perché decretavano l’inizio di un incubo.  Dapprima sentirsi un condannato a morte, paralizzato dinanzi ad un plotone di esecuzione pronto a far fuoco. E poi la forza di volontà che prende il sopravvento, e quel dono chiamato vita troppo importante per esser rispedito al mittente.

Matteo calza gli scarpini e fa il suo ingresso sul rettangolo verde.  Il campo da gioco è l’Istituto per Tumori milanese, da lui affettuosamente ribattezzato “Grand Hotel Venezian”.  Arriva il triplice fischio dell’arbitro a decretare l’inizio della gara. Si riversa nella metà campo avversaria, lui gioca d’attacco, il suo modulo è spregiudicato: radioterapia alla testa per quindici giorni consecutivi, e contemporaneamente cicli di chemioterapia ogni ventuno giorno.  “Una terapia con una forza d’urto tale da stendere un cavallo” gli verrà detto, ma Matteo non se ne preoccupa: è l’unico modo per salvarsi la vita.

“Goccia dopo goccia senti il veleno che entra nel tuo corpo – racconterà in un video che ripercorre le tappe del suo calvario –  sarà proprio quel veleno a decretare il successo o meno della terapia”.

Pensava di aver avuto la meglio, e invece era solo una tregua.  Stamani è arrivato  il triplice fischio finale. Matteo non ce l’ha fatta, la partita oncologica  non ammette pareggio.

Ciao Matteo.

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