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LONDON LIFE … I’m looking for a job

Cari amici, care amiche,

al mio settimo giorno di soggiorno londinese è arrivato il momento di  darvi mie notizie.

First of all: SONO VIVA!

Molti di voi saranno arrivati a darmi per dispersa, visto che non ho risposto nè a msg nè a mail da quando sono qui, per questo mi scuso, e cercherò di rimediare con queste righe.

 

Il bilancio della prima settimana non può che essere positivo:i primi cinque giorni c’è stata mia sorella qui con me, e questo mi ha permesso di ambientarmi al meglio. Abbiamo girato Londra il lungo e il largo, accompagnate da un tempo che…It’s wonderful! Non voglio parlare troppo presto, però vi assicuro che qui c’è sempre il sole, e fa un caldo bestiale, il che non guasta, e soprattutto mi fa sentire meno la lontananza di casa.

Fortunatamente dopo soli due giorni abbiamo trovato una sistemazione, nel south east di Londra, vicino a London Bridge (per chi è esperto New Cross Gate) e mi piace molto. Si tratta di una Victorian House (avete presente? Le tipiche casette inglesi, con giardino interno, tetti a sesto acuto, insomma, molto caratteristica!). La cosa divertente è che qui…viviamo in NOVE! Ci sono infatti 4 camere doppie ed una singola, tutte molto grandi e distribuite in un corridoio lunghissimo,  i miei coinquilini sono tutti molto simpatici! 6 uomini e 2 francesine per la precisione. Al momento io sto in stanza con un ragazzo sudafricano (che per la cronaca è più bianco di me:  c’ho messo mezza giornata a capire che in Africa non sono tutti neri!), ma già da questa sera dovrei cambiare ed andare nella stanza insieme a una delle due francesine! Ieri sera abbiamo fatto un barbecue tutti insieme nel giardino qui sotto, è stato il loro modo di darmi il benvenuto, e l’ho apprezzato tantissimo!

Chiuso capitolo alloggio passiamo alla città: che dire di Londra, è stupenda! Piena di risorse, mi ha conquistato subito. Abbiamo girato ininterrottamente tuttti i giorni, la scorsa settimana, con Noemi, e non ci stancavamo di scoprire quartieri, parchi, gallerie, musei. Weistminster, Trafalgar Square, Hampstead, Piccadilly,la City, San Paul, London Eye, Hyde Park, Horse of Guards,  Buckingham Palace, Oxford Street, non si finisce mai di vedere in questa città!

Venerdì mattina attraversavamo il Green Park per raggiungere Buckingham Palace quando ho visto la cosa che più mi ha emozionato. No, non ho avuto l’onore di incontrare la regina Elisabetta, tantomeno  Carlo o Camilla (altrimenti lo spavento si sarebbe protratto per molto tempo..!) ho solo assistito al cambio della guardia, con fanti, cavalli, soldati a volontà. Ma non è a questo che mi riferisco quando parlo di emozione. Uno scoiattolo. Nel parco ho visto uno scoiattolo che correva qua e là insieme ai piccioni. Sono rimasta incantata: non avevo mai visto uno scoiattolo prima d’ora, ed i parchi di Londra brulicano di scoiattoli.

 

Ed ora viene il difficile, viene il vivere qui, o meglio il sopravvivere SO…I’M LOOKING FOR A JOB. Non so quante volte ho pronunciato questa frase negli ultimi giorni, e devo ammettere che ormai lo dico con una certa disinvoltura. Però caspita quanto è dura trovare lavoro qui.

Mi avevano avvertito che l’unica maniera è il classico porta a porta, con cv tra le mani, ma è difficile anche saper scegliere, perchè altrimenti puoi consegnare più di 100 curricula al giorno, tanti sono ristoranti, bar, caffetterie. Andavo in giro ed ho trovato tanta disponibilità nei camerieri italiani: tutti mi hanno dato consigli, individuato quartieri, aiutato a parlare con i manager,ma non basta.

Perchè qui tutti ti dicono di lasciargli il curriculum e che ti richiameranno la prossima settimana, ma a me il solo pensiero di stare una settimana senza far nulla aspettando una telefonata faceva rabbrividire…

 

Questa mattina ho vissuto il momento più duro della mia permanenza: ero andata ad un job center, perchè tutti mi avevano detto che sono molto efficienti qui, ma io non ho trovato nulla, solo dei numeri da chiamare, di bar o pub di cui non c’era scritto nè nome, nè indirizzo, nè retribuzione niente di niente.

Camminando senza meta mi ero persa, trovandomi nel bel mezzo di un mercato arabo, tutte le donne erano coperte con il velo, io l’unica in canotta, e  mi guardavano tutti in modo strano. Ho avuto paura ed ho iniziato a piangere mentre camminavo senza sapere neanch’io dove andare. A singhiozzi riesco a chiedere informazioni ed arrivo ad una fermata della metro, che prendo senza pensarci due volte.

Si trattava di un capolinea, per cui i vagoni erano quasi completamente vuoti. Di fronte a me si siede un uomo, di colore, sui 35 anni, non di più.

“Sorry, why do you cry?” – mi dice

Avevo gli occhiali da sole a specchio che mi coprivano gli occhi, però le lacrime non smettevano di scendere. Non rispondo, ma lui mi riformula la domanda una, due, tre volte, e alla fine inizio a parlare – INCISO: immaginate la scena io che parlo inglese piangendo!!!!!!!!!!!- . Gli dico che sono italiana, che sono arrivata qui da una settimana e che sto cercando lavoro ma invano. Lui mi dice:

“You will find, I’m sure” – (non so se mi ha detto proprio così, ma il senso era questo, l’ho capito!). Alla terza fermata lui scende, non prima di avermi augurato: “Good luck!”

Non so se sia stato il suo buona fortuna, fatto sta che, dopo due ore, squilla il mio cellulare inglese. Io terrorizzata rispondo (non so sostenere una conversazione dal vivo, figuriamoci via cavo)

“HI” -dico.

“Parlo con Romina?”- fa una voce dall’altro capo del telefono

“SIIIIIIIII” – rispondo io con gli occhi a cuoricino!

Era il proprietario (padovano) di una gelateria vicino a Trafalgar Square, una delle venti a cui avevo lasciato il cv la mattina stessa, e mi dice che se volevo potevo iniziare a lavorare subito. Non me lo faccio ripetere due volte e in meno di un’ora sono già lì. Mi dà un grembiule ed eccomi dietro al bancone, al mio primo giorno di prova!

All’inizio mi mette a lavare i piatti, e fin là non ci son problemi, poi mi chiede di fargli un espresso, ed io pretendo troppo da me stessa (non mi sono mai avvicinata a una macchinetta del bar in vita mia!) e così il risultato è acqua calda, di uno strano color marroncino. Lui tentenna un po’, mi dice che ha bisogno di qualcuno con esperienza etc etc, ma io inizio nell’opera di convincimento , dicendogli che apprendo in fretta, che ho bisogno di un lavoro, che senza far nulla non ci so stare.. così, alla fine, lui mi dice di tornare domani, in tenuta  seria (devo comprarmi i pantaloni neri, la camicia fortunatamente ce l’ho, è quella che uso per le “interviste importanti”!) e, se dimostro di imparare in fretta, il posto è mio. In tutto ciò mi offre la cena, perchè comunque per tre ore avevo lavorato  e quindi era un giusto riconoscimento (anche perchè lui non sa che io sono abituata a lavorare gratis! ahahaha).

 

Si sono fatte le19.30 quando esco a testa alta dalla gelateria CIAO, giro un po’ il lungo e il largo e alla fine riesco ad arrivare a Weistminster, dove so che passa il pullman che arriva a casa mia, il 453. Rigorosamente a due piani, salgo e mi metto nel primo sedile, e per un momento mi è sembrato quasi di dominarla questa città.

Davanti a me c’è il Big Ben, e non mi stanco di guardarlo talmente è bello. Poi per un attimo chiudo gli occhi e mi immagino sull’81, aRoma, di ritorno dall’ennesima giornata all’Ansa, quando finita via dei Cherchi l’autobus svolta per via di San Gregorio

Se chiudo gli occhi c’è lui davanti a me, il Colosseo. Li riapro ed ecco il  Big Ben.

Sembra tanto piccolo il mondo, eppure non lo è affatto…

 

Romina

 

Categorie: Diario, Viaggi | Tag: , , , | Lascia un commento

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