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A metà del cammino #nextstopbolivia

Sabato 22 Giugno 2013

Siamo giunti a metà del cammino e “Next Stop: BOLIVIA!” prende sempre più piede! Ecco qui un po’ di numeri: in queste due settimane la pagina di Kapipal ha ricevuto 2038 visite (nel momento esatto in cui sto scrivendo), 46 donazioni per un totale di 830 euro. Il 40% della somma. A questi vanno aggiunti 120 euro, perché altre due donazioni mi sono arrivate “per mano” ed ancora non risultano su Kapipal (spero di riuscire a farle inserire tra lunedì e martedì). Insomma: stiamo sfiorando il 50%!

Continuano a donare anche persone che non mi conoscono direttamente, e questo accresce la mia gioia. Devo ammettere che c’è stato un momento di sconforto nel quale mi son chiesta, seriamente, “Ma che cosa stai facendo?” Poi però ho guardato questo video http://www.ted.com/talks/lang/it/amanda_palmer_the_art_of_asking.html , e ne son uscita fuori più convinta che mai. Se ancora non lo avete fatto ne approfitto per segnalarvelo, è davvero una bella testimonianza.

La campagna #nextstopbolivia continua a pieno ritmo su Facebook (i like a volte arrivano altre no, ma non fa nulla), continua con un po’ più di fatica su Twitter (chissà, forse “cinguetto” male, ho pochi followers…) e l’ho estesa anche su Linkedin (da due giorni, e mi iniziano ad arrivare attestazioni di stima anche da lì).

Capitolo stampa, NOTIZIONA! !!

 Giovedì sera l’ANSA ha dato la notizia del mio progetto di crowdfunding  ed il morale è salito alle stelle. Nessun giornale però, ad oggi, ha ripreso la notizia, e soprattutto non ho avuto risposte confortanti dalle redazioni alle quali ho scritto in prima persona (chi mi ignora, chi mi dice “forse”, chi promette e non mantiene).

Ho provato a mobilitare anche qualche grande nome del giornalismo ma niente, tutto tace. E così ho deciso la prossima mossa: scriverò una lettera aperta al Presidente Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Enzo Iacopino. In realtà privatamente gli ho scritto più e più volte, ma visto che lui sembra interessato a pensare ad altro beh…con una lettera pubblica sulla sua amata fanpage sarà obbligato a prendermi in considerazione!

Nel frattempo si consolida sempre più la rete di contatti: al momento dovrei avere dei buoni agganci per Chocabamba, Montero, La Paz. Negli ultimi giorni poi sono venuta a contatto anche con Jaqueline: laureata in Scienze Politiche e dopo aver vissuto molti anni in Italia, è rientrata in Bolivia per collaborare con il governo Morales, all’interno del Ministero delle Pari Opportunità.

Il vero problema però è il viaggio! Perché (ovviamente) non ci sono voli diretti fino a La Paz o a Santa Cruz, e questo fa lievitare di gran lunga il prezzo del biglietto. La tratta più “economica” (si fa per dire, nel senso che non dovrebbe superare i duemila euro) è passando o per Buenos Aires o per San Paolo. In questi giorni sto seguendo con attenzione le proteste che imperversano in Brasile, e credo che queste influenzeranno la mia scelta. Potrei passare per San Paolo, fermarmi un paio di giorni lì, vedere che aria tira e poi arrivare in Bolivia. E’ una buona idea secondo me, cosa ne pensate?

Quel che è certo è che mi devo dare una mossa, devo decidermi entro la prossima settimana!

Vi ringrazio per quanto avete fatto finora, e vi chiedo di continuare a sostenermi facendo circolare il più possibile il mio progetto tra i vostri amici (virtuali e reali).

Vi ricordo che ho creato un evento su Facebook che tengo costantemente aggiornato sul numero delle donazioni e sulla cifra raggiunta. Questo è il link per partecipare: https://www.facebook.com/events/370809436374973/

Grazie di cuore a tutti,

vi auguro un buon weekend e… stay tuned!

Romina

IL MIO PROGETTO: http://www.kapipal.com/bc06e19c6e6c49108ad29de0b407b0d9

 

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…e crowdfunding sia! #nextstopbolivia

kapipal1

[...] Ci siamo, prendo coraggio e rompo gli indugi:
questo è il mio nuovo progetto, “NEXT STOP: Bolivia!”

Chi mi conosce sa quanto mi sia costato girare questo video, ma la voglia che ho di rimettermi in gioco, di scoprire nuovi posti e di scriverne è stata più forte anche della timidezza.
Eccomi allora, sono pronta e, mai come mai prima d’ora, ci metto la faccia. Perché la Bolivia è lì, ed io non voglio farla aspettare oltre.

Nessuna testata mi avrebbe mai finanziato un viaggio del genere, io però non smetto di credere in questo tipo di giornalismo, il mio giornalismo. Ed allora faccio appello a voi, miei amici e colleghi.
Chi mi potrà aiutare con una donazione avrà tutta la mia riconoscenza e gratitudine, chi non ne ha la possibilità mi può dare una mano condividendo questo link sulla sua bacheca e su quella dei suoi amici. Perché è la forza della rete che riesce a fare la differenza. Ho due settimane di tempo per raccogliere i soldi del viaggio. Continuo a ripetermi che ce la posso fare.

Se non riesco vorrà dire che forse è arrivato davvero, per me, il momento di voltar pagina e di chiudere i sogni di una professione nel cassetto….del resto ho quasi trent’anni. Ma io, un ultimo tentativo lo voglio fare, perché… diamine, CI CREDO TROPPO! Ed allora…NEXT STOP: Bolivia, SOGNATE INSIEME A ME!

Simone Marcenaro

Sono da poco passate le 15 quando finalmente mi decido, un bel respiro e via, il tanto agognato clic sul pulsante “Pubblica”. Il mio progetto di crowdfunding è ufficialmente partito, adesso sono in rete, al diavolo tutti gli indugi e i timori! La gestazione di questo “Next Stop: BOLIVIA!” è stata tutt’altro che pacifica, lo sanno bene le persone che mi son state vicino e che han subito i miei lamenti.

Pierluigi

Il pomeriggio è trascorso quasi senza accorgermene. Dovevo completare un articolo e non ci sono riuscita, dovevo riascoltare la registrazione di un’intervista e non ho neanche aperto il file audio, volevo leggere il National Geographic ed invece l’ho abbandonato alla quarta pagina. Perché ero fagocitata dallo schermo, da quelle condivisioni che continuavano ad arrivare, da quei messaggi così sinceri, e da quei like che aumentavano a vista d’occhio. La mia pagina su kapipal ha ottenuto più di 200 visualizzazioni quest’oggi. 12 euro la somma raccolta: poco? Tanto? Giusto? Non lo so. Non so quello che mi attende.

Giovanna Vecchiotti

Il timore che questo progetto si riveli un flop c’è, inutile nasconderlo. Eppure adesso ho voglia di pensare positivo, e l’obiettivo non lo vedo poi così tanto lontano.

Daniele Silvestri

Ho creato un hashtag: #nextstopbolivia così twitterò tutte le novità , e magari è la volta buona che inizio a “cinguettare” anche io come si deve. Su Facebook non so ancora come muovermi, probabilmente creerò un evento ad hoc, così da poter aggiornare sullo stato dei lavori. E poi su Linkedin, un bel messaggio unificato a tutti i “collegamenti”, come pure sulla mail.

Stefania Temofonte

Voglio ringraziare uno per uno, e pubblicamente, gli amici che mi hanno aiutato a sviluppare questa mia idea. Lo farò. Lo farò nei prossimi giorni. Creerò un diario di viaggio di queste due settimane di campagna virtuale. Anche questa, in fondo, è una piccola avventura da raccontare.

Noemi Vinci

E’ sabato sera, sono sola in casa. Apro la finestra per prendere una boccata d’aria, e mi accoglie una strana quiete. Non sento il rumore di alcun motore, non vedo passare nè macchine né motorini. Riesco a percepire soltanto un leggero vociferare, è lontano e non distinguo le parole. Eppure questo silenzio non mi dà fastidio, perché dentro di me sento una gioia infinita. In un momento è pacatezza, un attimo dopo si trasforma in una grande energia. Sono le vostre parole ed il vostro sostegno le cause di questo piacevole moto interiore.

Elysa Frusone

Forse forse qualcosa si muove….

Condividete con me questo  sogno: Next Stop: BOLIVIA – Kapipal

Romina

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Ciociaria sotto la neve, dove non arrivano i soccorsi arriva facebook

Nella Ciociaria coperta dalla neve, i siti istituzionali restano in silenzio, quando non mostrano nella home i risultati delle elezioni del 2006. Per capire cosa stia accadendo ci sono per fortuna testate online locali e i social network. Dove si inviano richieste di soccorso, per uomini e animali. Si stringono legami per cooperare e darsi suggerimenti utili. E, per le scuole, diventano un modo di fare lezione, con un insegnante che ha dato i compiti agli alunni via Facebook. Mentre gli anziani ciociari ammoniscono, durerà a lungo.

FROSINONE – «Comunicato per il cielo: Si prega di non buttare giù altro che non sia acqua o al limite manna…grazie», lo chiede Massimo, da Anagni, con cortesia e gentilezza, sperando che qualcuno – dall’alto – accolga il suo appello. A cinque giorni dalla nevicata che ha messo in ginocchio il Basso Lazio, e non solo, la gente è stremata e c’è chi, disincantato, rivolge le sue preghiere con il naso all’insù.

«Ho nove cani che rischiano di morire sotto la neve, è crollato tutto, qualcuno può aiutarmi con un trattore o con un altro mezzo? Devo portarli via». È il disperato appello lanciato sabato pomeriggio da Isabella, che vive nelle campagne di Ferentino, uno tra i comuni più colpiti. Tre giorni dopo è ridotta allo stremo delle forze, nessuno ha risposto al suo richiamo e lei, da sola, è riuscita a portare in salvo solo cinque delle sue bestiole. Lo ha fatto a piedi, con la neve che superava il metro d’altezza. Non si tratta di un caso isolato purtroppo: ci sono tantissimi allevatori che fanno la conta della perdita del bestiame e denunciano perdite superiori anche ai centomila euro.

Emergenza animali in Ciociaria ma – soprattutto – emergenza persone. Non è bastato far confluire i mezzi di soccorso delle province di Roma e Latina, e neanche l’impiego del personale dell’esercito, perché, a quasi una settimana dall’inizio della nevicata, la macchina dei soccorsi non riesce a fronteggiare le criticità di tutto il territorio.

Torna a connettersi con il mondo Andrea da Boville Ernica, che annuncia trionfante sul suo profilo Facebook, alle ore 17.15: «La Protezione Civile della regione Lombardia ha inviato un mega-gruppo elettrogeno nella mia zona, per far fronte alla mancanza dell’elettricità. Chapeau Formigoni». Ma non a tutti è consentito tirare un sospiro di sollievo. Fino a questo pomeriggio erano ancora 15 mila le utenze nel Frusinate sprovviste di energia elettrica.

A Castelmassimo, frazione del vasto comune di Veroli, centinaia di famiglie si apprestano a fronteggiare il sesto giorno senza acqua e corrente: «È da venerdì che chiediamo interventi, anche di privati – denuncia Lorenzo, 28 anni, che sfida chiunque a lavarsi i denti con l’acqua sciolta dalla neve – ma nessun aiuto». E c’è chi l’aiuto l’ha ottenuto pagando profumatamente, ma il risultato è stato solo temporaneo: «Sabato abbiamo pagato quattrocento euro per far pulire trenta metri di strada, ma ora è tutto completamente ghiacciato», dice Giulia, che vive all’ingresso storico di Ferentino. È andata meglio – si fa per dire – ad un gruppo di venticinque famiglie che, con cinque euro a testa, son riuscite a far pulire cento metri di strada grazie ad un trattore.

Se c’è un merito però che va riconosciuto alla neve è quello di manifestare in maniera plateale le potenzialità del web, soprattutto dei social network. È così che una tra le principali emittenti locali scopre che, al fianco del bianco candore, è possibile cinguettare. «Ieri abbiamo creato il nostro profilo Twitter – annuncia durante una diretta video il direttore della testata – ed abbiamo già centinaia di follower. Scriveteci, così noi twitteremo le vostre segnalazioni».

Lodevole poi il servizio di alcune testate locali online, che offrono costantemente aggiornamenti sull’avanzamento dei soccorsi e sulle zone ancora a rischio. Da segnalare anche l’operato di piccole radio che realizzano lunghe dirette, dando voce a centinaia di cittadini, così come le pagine web di minuscoli centri (quello di Collepardo ad esempio, meno di mille abitanti, offre un notiziario telematico molto valido). Si svelano però anche gli scheletri nell’armadio: siti istituzionali completamente statici, quelli di alcuni comuni mostrano nella home i risultati delle Elezioni del 2006.

In tutto questo scenario, Facebook rimane l’unico motore funzionante al 100%. Erano da poco passate le 21 venerdì scorso quando Luca, un volontario della Protezione Civile in strada da più di ventiquattro ore con la macchina dei soccorsi, fotografa con il suo iPhone il crollo della copertura dello Stadio Casaleno di Frosinone. Subito pubblica sul suo profilo la foto del cedimento. In meno di mezz’ora l’immagine viene condivisa da più di cento persone. Si accendono i riflettori su un’emergenza che, fino a quel momento, per la maggior parte della popolazione aveva avuto tutti i connotati della fiaba.

Sono decine, e sempre più numerosi i gruppi creati sul popolare social network e che offrono un filo diretto per fronteggiare le criticità di ogni singolo comune. La rete fa innestare una vera e propria maratona di solidarietà. Le distanze si annullano e persone che a malapena si salutavano – pur vivendo nello stesso quartiere – eccole ora protese ad aiutarsi l’un l’altra, a colpi di click, ovviamente.

«A Ponte Grande è arrivato lo spazzaneve», scrive Aquila Reale, poco prima delle 17, sul gruppo Emergenza neve Ferentino. «Mandalo alla Cartiera, è da giovedì che sono isolati», replica immediatamente Emanuela. Si lanciano appelli per segnalare mancanza di latte per i neonati, si chiede a chi è più vicino di andar a verificare personalmente le condizioni di salute degli anziani, e c’è anche chi si offre di cucinare la polenta per tutti i volontari che, armati di pala, si prodigheranno per liberare le vie dei centri storici.

Ordinanze dei comuni intanto informano i ragazzi che le scuole resteranno chiuse, almeno per un altro paio di giorni. Tutta festa per gli studenti? Niente affatto, perché Facebook è ligio al dovere, e così una professoressa di una scuola media del capoluogo bacchetta gli scolari: «Visto che la vacanza si prolunga e gli esami si avvicinano – scrive l’insegnante taggando gli alunni di terza media – fate questi compiti. Storia: esercizi da pagina 166 tutti. Grammatica: pagina 570 n.1 e 2. Antologia lettura pagina 370 con tutti gli esercizi. Raggiungete per telefono tutti quelli che non hanno fb».

YouTube però non ci sta, e non vuole restare a guardare i successi del suo competitor. E così trova un modo per spopolare sul web, mettendo in rete un trailer, The Day after Frosinone, che vanta più di 7 mila visite. L’ultimo messaggio spetta però al magico mondo inventato da Zuckerberg. È di Roberto, 29 anni di Alatri il quale, appena rientrato a casa, mette in guardia tutti i suoi amici: «Un anziano ciociaro incrociato per strada ha detto chessa è chella ca dura tant. Tradotto: non dovrebbe migliorare a breve».

 

Romina Vinci

(testo)

Pubblicato il 7 Febbraio 2012, su Linkiesta.it

Disponibile su:  http://www.linkiesta.it/ciociaria-neve#ixzz1ljZnZRHr

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