EVENTI/ MOSTRE / L’architettura incontra la visione

Da sinistra: Andreas Vogler, Tina Cervone, Paola Antonelli, Giambattista Mondada, Arturo Vittori e Alessandro Motta.

Tende per il deserto che sfruttano le condizioni termiche locali, “alberi” tecnologici capaci di ripulire l’aria inquinata, creando piccole oasi nel mezzo del traffico metropolitano, laboratori mobili per l’esplorazione della Luna e di Marte: sono solo alcuni dei progetti dello studio di architettura e design “Architecture and Vision” – fondato dall’architetto italiano Arturo Vittori e dall’architetto svizzero Andreas Vogler – esposti presso l’Istituto italiano di Cultura di Chicago. From Pyramids to Spacecraft: questo il titolo della mostra inaugurata l’11 marzo e che per sei settimane (fino al 24 aprile) offrirà la possibilità di riflettere su cosa succede quando l’architettura si incontra con la visione.

La direttrice dell’Istituto, Tina Cervone, che ha aperto l’inaugurazione, si è detta onorata di ospitare “un evento che unisce scienza e creatività, un incontro basato sul prezioso apprezzamento del valore delle risorse come acqua, energia, cibo e aria”. Numerose le persone intervenute all’inaugurazione, presenti anche il Console Generale d’Italia a Chicago Alessandro Motta e il Console Svizzero Giambattista Mondada. Ospite d’eccezione Paola Antonelli, Senior Curator del Museum of Modern Art di New York. Tra i maggiori esperti internazionali di design Antonelli, durante il suo intervento, ha ricordato il suo incontro con Vittori e Vogler, legato proprio a uno dei progetti del team, DesertSteal. Elegante, funzionale, realistico, sensibile alle esigenze della popolazione locale: sono queste le qualità che, ai suoi occhi, hanno reso il prototipo di tenda per il deserto un progetto ideale per essere inserito nella collezione permanente del MoMA.

La mostra presenta una selezione di 14 progetti, ciascuno spiegato e illustrato con pannelli, modelli in scala, ma anche prototipi in scala reale. Come Esquel, il primo prototipo di una serie di elementi scultorei per arredamento, realizzati in collaborazione con SelfGroup che grazie ad una tecnologia innovativa coperta da brevetto, sono in grado di variare in temperatura. In mostra anche il modello, in scala, di MarsCruiserOne, il veicolo-laboratorio pressurizzato per l’esplorazione di Marte che è stato già esposto al Centre George Pompidou, a Parigi, durante la mostra Airs de Paris, e in varie altre occasioni, riscuotendo notevole interesse. E poi MoonBaseTwo un laboratorio lunare che peraltro è già parte della collezione del Museum of Science and Industry di Chicago, o ancoraMercuryHouseOne, prodotta dalla GVM e attualmente in fase di costruzione. Interesse per lo spazio dunque, ma non solo. Il team di ricerca Architecture and Vision infatti sviluppa progetti anche per i centri abitati, come AirTree, sculture urbane che uniscono natura e tecnologia in risposta all’inquinamento delle grandi città. Osservando i progetti si percepisce anche un forte legame con la madrepatria, l’Italia per Vittori, particolarmente testimoniato dal progetto Fiore del Cielo vincitore del recente concorso per la costruzione della macchina di Santa Rosa a Viterbo, e il cui modello in scala è stato realizzato grazie al supporto di studenti del suo corso presso l’Illinois Institute of Technology di Chicago. Prossima tappa della mostra San Francisco, a Swissnex, dal 30 aprile al 20 maggio.

Il “fiore del cielo” a Viterbo

Fiore del Cielo è il progetto con cui Architecture and Vision ha recentemente vinto il concorso, indetto dal Comune di Viterbo, per la realizzazione della macchina di Santa Rosa: una “torre” alta 30 metri e con un peso di 5 tonnellate che, il 3 settembre di ogni anno, in occasione della festa della santa patrona, attraversa le vie del borgo di Viterbo, sollevata da 100 uomini. Arturo Vittori ricorda di essere rimasto impressionato proprio dalla forza e dal coraggio di questi facchini, vestiti di bianco e con una cintura rossa in vita,  quando da bambino, seduto sulle spalle del papà, assistette per la prima volta alla festa, ed è allora che è nato in lui il desiderio di progettare la macchina. Fiore del cielo rappresenta un sogno nel cassetto che si realizza, “una macchina che attinge alle radici e alla storia di una tradizione centenaria, ma allo stesso tempo ricca di elementi di innovazione”. Come la cascata di petali di rosa ad esempio, una soluzione studiata per ottenere l’interazione con il pubblico.

Romina Vinci

Pubblicato il 15 Marzo 2009, su America Oggi

Disponibile su: http://www.oggi7.info/2009/03/16/1851-eventi-mostre-l-architettura-incontra-la-visione

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