L’antica villa non c’è più: il sisma ha ferito le radici dell’Emilia

Una villa antica, con una torre che risale, forse, a Pico della Mirandola. Un luogo splendido e perfetto per i matrimoni, come quello di Maddalena Corvaglia. Ora, la proprietaria non ha più nulla, se non un cumulo di macerie, e la distruzione interiore di un patrimonio, anche sentimentale, scomparso. Doveva anche lei sposarsi lì, a luglio, ma il destino ha deciso al contrario. E adesso?

Angelica Ferri Personali, trentotto anni, capelli biondi e voce ferma e impostata sospira, contrae il petto, e come una eccelsa padrona di casa presenta i suoi spazi. «Questa è la mia stanza», dice. Poi si corregge: «Questa era la mia stanza». Dietro di lei un mucchio di macerie, una massa amorfa che, se guardata attentamente, riesce a restituire sprazzi di una quotidianità inesorabilmente perduta.

«Di tanto in tanto spunta fuori una scarpa, un libro, una maglietta», sussurra. E la voce non è più ferma come all’inizio. Angelica è la più giovane discendente della famiglia dei Conti Personali: figlia unica è, insieme ai genitori, la proprietaria di Villa “La Personala”, un’oasi, un paradiso terrestre ubicato a San Giacomo Roncole, frazione di Mirandola, uno dei centri più colpiti dall’ondata sismica che ha investito l’Emilia Romagna dal 20 maggio in poi.

Si tratta, si trattava, di una villa padronale del XV secolo, con annessa una torre di dodici metri, un parco di tremila e cinquecento metri quadri, una piscina. Uno spazio incantato ed incantevole, tra le mete più ambite per celebrare cerimonie di ogni tipo. Così austera e regale che anche l’ex velina Maddalena Corvaglia l’aveva scelta per le sue nozze con il chitarrista di Vasco Rossi, Stef Burns. Angelica viveva nella torre la cui origine si fa risalire al XII secolo ad opera dei Pico. «Era l’ala più bella di tutta la villa, è per questo che mio padre aveva deciso di lasciarla a me: io sono figlia unica». Anche lei si preparava a vivere il suo giorno più bello: «Mi sarei dovuta sposare qui nel mese di luglio, era tutto pronto». Il sogno di una principessa si interrompe bruscamente e, di colpo, la realtà si presenta tosta, cruda, cruenta.

«La scossa che ci ha colto il 20 maggio è stata forte, ci siamo presi un grosso spavento, ma non è successo nulla», racconta. «La villa ha resistito, avevamo qualche crepa, ma senza apparenti grandi danni. Il giorno dopo ci siamo recati al comune per chiedere la verifica d’agibilità, abbiamo compilato la domanda e ci siamo messi in fila». Ma la coda era lunga, e la pratica di Villa La Personala è rimasta bloccata in quei plichi di carte. Il terremoto è stato più veloce.

«La scossa del 29 Maggio invece è stata fatale, ha distrutto tutto». Tutto. Raso al suolo quasi l’edificio intero, perché non c’è tradizione millenaria che tenga alla potenza della natura. «Quel martedì mattina mio padre era nella torre, si è visto crollare tutto addosso. Una nube di fumo e di polvere l’ha investito, lui ha iniziato a correre, spinto soltanto dalla disperazione, ed è riuscito a salvarsi, dietro di lui un edificio alto dodici metri si sgretolava e cadeva giù. Anche mia madre è riuscita a scappare e a mettersi in salvo. Io ero fuori, nei dintorni di Carpi, in macchina, viaggiavo ed ho perso il controllo del veicolo. Sono tornata subito a casa, ed ho trovato quel che mai nessuno vorrebbe vedere». La villa non c’era più, al suo posto una coltre di polvere e una montagna di macerie. «È un miracolo che non sia morto nessuno. Ma ora, cosa ne sarà di noi?», si chiede Angelica.

È questo un altro volto del terremoto. Quello di chi non è mai stato abituato a chiedere, perché ha sempre vissuto nell’agio, ed ora si ritrova privo di tutto. «Non abbiamo più vestiti, non abbiamo più nulla. Volevamo provare a salvare qualche mobile o qualche affresco di cui la villa è piena, ma non c’è stato verso. I nostri vicini sono nella nostra stessa condizione. La paura più grande è quella di venire abbandonati. Non si è visto nessuno, è questo che ci fa terrore. L’immobilismo che si è venuto a creare. Vorremmo ripartire da soli, ma non ce la facciamo. Dopo la prima scossa non volevamo cedere. Avevamo tanti matrimoni in lizza quest’estate, sull’onda soprattutto di quello della Corvaglia. E avevamo pensato di spostarli tutti all’aperto, nel parco e nella piscina. Ma la seconda scossa ci ha tagliato le gambe. Ora non abbiamo più niente, ho dovuto restituire tutte le caparre. Ho fatto una stima dei danni, ci vorranno almeno 90 mila euro per mettere in sicurezza tutto. Il guadagno di ogni matrimonio si aggira intorno ai tremila euro, e chissà se mai riusciremo a ripartire. I miei genitori non vogliono perdere la speranza, loro dicono che ce la faremo. Ma intanto viviamo in un container qui in giardino».

Se c’è un aspetto positivo di tutta questa storia, per Angelica, è la solidarietà che si è venuta a creare tra i vicini. Quando si è benestanti, quando si discende da una famiglia di nobili origini, è difficile pensare la propria vita nell’incertezza più assoluta. Ma Angelica si è prodigata sin dai primi giorni per donare una sistemazione dignitosa anche agli altri suoi concittadini. «Abbiamo inviato una maratona di solidarietà su Facebook  e siamo riusciti a comprare due bagni chimici per i ragazzi che vivono in tenda. Ma io voglio cercare di dotare ogni famiglia di un container».

Angelica non smette di porsi domande. «Al di là dell’aiuto, mi sembra assurdo che diano una moratoria di dodici mesi, è insufficiente. Chi ha fatto un mutuo di mille euro, ed ora ha la casa distrutta, cosa fa fra un anno? Torna a pagare mille e cinquecento euro per una casa che non ha più?»

La cucina dopo il sisma

La cucina dopo il sisma

Gli oggetti recuperati dalla famiglia ora sono nel gazebo dei rinfreschi

Gli oggetti recuperati dalla famiglia ora sono nel gazebo dei rinfreschi

La padrona di casa, nel gazebo dove ha raccolto i suoi oggetti

La padrona di casa, nel gazebo dove ha raccolto i suoi oggetti

Alcuni oggetti raccolti nel gazebo

Alcuni oggetti raccolti nel gazebo

Romina Vinci

(testo)

Ilaria Romano

(foto)

Pubblicato il 16 Giugno 2012, su Linkiesta.it

Disponibile su: http://www.linkiesta.it/villa-crollata-mirandola

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