Pregi e difetti dell’Italia: così ci vedono le ragazze straniere

Abbiamo chiesto a cinque giovani turiste incontrate per le vie di Roma di dare un voto al nostro Paese. Ma anche di parlarci del loro, per capire che costa sta succedendo fuori dai nostri confini

Sarà che  di fronte alla maestosità del Colosseo non c’è spread che regga. Sarà che al lancio nella Fontana di Trevi non si può rinunciare, anche se le monete in tasca sono poche.  Comunque sia, anche quest’estate l’Italia si conferma una tra le mete più gettonate dai viaggiatori di tutto il mondo. E, secondo i dati, Roma è la destinazione più ambita.  Spagnole, peruviane, ma anche americane, giapponesi e svedesi: ecco i volti delle turiste che, scarpe da ginnastica ai piedi e macchina fotografica al collo, sfidano la canicola e si perdono nei meandri della capitale. Abbiamo chiesto loro di dare un voto al nostro Paese. E abbiamo approfittato dell’occasione per parlare di crisi economica e cercare di capire cosa succede nel resto del mondo. Ecco le loro opinioni.

 

Meritate nove per carattere e bellezza                                                                         AGOSTINA, spagnola, nutrizionista

Perché sei venuta in Italia?  «Un anno fa, grazie a Facebook, ho ritrovato dei cugini di Salerno che non avevo mai conosciuto. Questa  è la seconda volta che vengo a trovarli. E ora mi hanno accompagnata a visitare Roma: erano anni che sognavo di visitare questa città».

A cosa pensi se ti dico Italia? «Al calore con il quale mi ha accolto la mia nuova famiglia conosciuta grazie al web».

Dai un voto al nostro Paese. «Un bel nove».

Qual è la cosa che ti ha colpito in positivo? «Roma mi ha lasciato senza fiato: il Colosseo, la Fontana di Trevi. Ma ho apprezzato anche l’incantevole paesaggio della Costiera Amalfitana».

E in negativo? «Fa troppo caldo».

Parliamo del  tuo Paese: qual è il vostro stipendio medio? «Circa 1.000 euro al mese. Non è un buon momento per il mercato del lavoro spagnolo: trovare un posto è una chimera».

E l’affitto di un monolocale in una grande città? «Nella mia città,  Barcellona, gli affitti sono alle stelle: si arriva a spendere anche 500 euro al mese ».

Anche il tuo Paese sta affrontando un momento di crisi? «In questo momento la crisi si tocca con mano. Per esempio, ci sono interi quartieri, costruiti per esser abitati da migliaia di persone, che oggi sono praticamente deserti. Perché nessuno può permettersi  di acquistare una casa. C’è una crisi di valori, la gente è triste, quasi senza speranza. E i giovani sono i più tristi di tutti».

 

Qui le persone sono simpatiche e gentili                                                          WENDY, PERUVIANA, CUOCA PROFESSIONISTA

Perché sei venuta in Italia?  «Avevo voglia di cultura e Roma  mi è sembrato il luogo giusto. È la mia prima volta che visito il vostro Paese».

A cosa pensi se ti dico Italia? «Al Papa che si affaccia dalla finestra e saluta la folla in Piazza San Pietro».

Dai un voto al nostro Paese. «Un otto pieno».

Qual è la cosa che ti ha colpito in positivo? «Le persone che ho incontrato: simpatiche e disponibili».

E in negativo? «Gli hotel: costano troppo rispetto a quel che effettivamente offrono».

Parliamo del tuo Paese: qual è il vostro stipendio medio? «Circa 700 euro mensili ».

E l’affitto di un monolocale in una grande città? «Dipende molto dalla zona: diciamo che in quartiere tranquillo  di Lima la spesa è di circa 300 euro al mese ».

Anche il tuo Paese sta affrontando un momento di crisi? Quali sono i problemi dei giovani, in particolare? «In Perù non c’è la crisi economica che attanaglia altri Paesi. I giovani però risentono di un sistema scolastico carente,  soprattutto le università. E’ per questo che ci sono state molte rivolte studentesche. Il movimento degli indignados cileni, per intenderci, quello capeggiato dalla giovane Camila Vallejo, si è ormai esteso in tutta l’America Latina».

 

Mi ha sorpreso trovare tracce di storia ovunque                                                              KELSEY, CALIFORNIANA, LAUREATA IN PUBBLICHE RELAZIONI

Perché sei venuta in Italia?  «Dopo la laurea, ho deciso di venire qui come ragazza alla pari. Sono ospite da una famiglia di Pisa. E ora mi sono concessa un piccolo viaggio per visitare Roma».
A cosa pensi se ti dico “Italia”? «Spaghetti, gelato e pizza».

Dai un voto al nostro Paese. «Un bel nove».

Qual è la cosa che ti ha colpito in positivo? «Trovare tracce di storia anche in piccolo angoli nascosti. Negli Stati Uniti è tutto così “nuovo”!».

E in negativo? «Il modo di guidare, troppo spericolato».

Parliamo del tuo Paese: qual è il vostro stipendio medio? «Quattromila euro al mese. Ma il sistema è diverso: a questa cifra bisogna sottrarre, per esempio, i soldi dell’assicurazione sanitaria obbligatoria».

E l’affitto di un monolocale in una grande città? «A San Diego, la mia città, circa 700 euro al mese».

Anche il tuo Paese sta affrontando un momento  di crisi? «Un momento di difficoltà, ma non di crisi profonda come quella europea. Ci sono poli industriali in pieno sviluppo, soprattutto nel settore tecnologico. E ancora tante le prospettive di crescita».

 

Adoro i vostri monumenti. E la pasta                                                                            TOMOE, GIAPPONESE, CONSULENTE COMMERCIALE

Perché sei venuta in Italia?
«Era molto tempo che sognavo di fare un viaggio in Europa. E non potevo non partire da Roma, una delle città più belle del mondo. Qui mi fermerò una settimana, poi proseguirò per la Germania e l’Inghilterra.».

A cosa pensi se ti dico Italia? «Alla pasta. Anzi, pasta alla carbonara: l’ho appena  assaggiata in una trattoria qui vicino. Ottima!».

Dai un voto al nostro Paese. «Oltre la sufficienza, direi sette».

Qual è la cosa che ti ha colpito in positivo? «I monumenti, ho consumato la macchina fotografica a forza di fare scatti».

E in negativo? «L’esibizionismo, l’ho notato soprattutto nelle donne».

Parliamo del  tuo Paese: qual è il vostro stipendio medio? «Circa 1.700 euro al mese ».

E l’affitto di un monolocale in una grande città? «Tokio è una delle città più care del mondo: oltre mille euro al mese. Io vivo a Yokohama, a circa mezz’ora di treno. Da noi un monolocale si trova a 400 euro al mese».

In questo momento, quali sono gli effetti della crisi nel tuo Paese? «La nostra economia ha risentito molto della crisi. E del disastro nucleare di Fukushima, accaduto poco più di un anno fa. Per esempio, dopo quel terribile fatto i settori del turismo e dell’agricoltura sono crollati. Senza contare che, per i giovani, studiare sta diventando quasi proibitivo: le università hanno delle rette molto alte».

 

E’ il posto più romantico del mondo                                                                    KARIN, SVEDESE, STUDENTESSA UNIVERSITARIA

Perché sei venuta in Italia?
«Studio Legge, e voglio imparare l’italiano, una lingua che adoro. Ma ora mi sto godendo qualche giorno di vacanza».

A cosa pensi se ti dico Italia? «A Roma, la città più romantica che abbia mai visto».

Dai un voto al nostro Paese. «Per me l’Italia è da otto».

Qual è la cosa che ti ha colpito
in positivo? «La gente: così socievole e disponibile. In Svezia siamo molto più freddi. Colpa della differenza di latitudine, credo».

E in negativo? «In questa città mi sembra tutto molto turistico, troppo. Così non traspare la vera cultura».

Parliamo del tuo Paese: qual è il vostro stipendio medio? «Tra i 1.800 e i 2.000 euro al mese».

E l’affitto di un monolocale in una grande città? «Stoccolma è molto cara: gli affitti di un piccolo appartamento partono da 500 euro mensili».

Anche il tuo Paese sta affrontando un momento di crisi? «L’abbiamo vissuta agli inizi del 2008, ma ora va molto meglio. Il peggio è passato, nell’aria si respira ottimismo anche perché, soprattutto ai giovani, la Svezia offre molte opportunità. Da noi l’università è gratuita, non solo per gli svedesi, ma per tutti i cittadini stranieri. Senza contare che è uno dei migliori posti al mondo dove essere madri».

 

Romina Vinci  (testo)

Stephanie Gengotti (foto)

Pubblicato sul numero  del 12 Settembre 2012 del settimanale  F.

Disponibile in versione pdf: F 12 Settembre 2012

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