AFGHANISTAN – Alla scoperta dei villaggi, il radicalismo delle tribù (2° PARTE)

«Visitare questi luoghi significa tornare indietro nel tempo: niente acqua, niente elettricità e un’agricoltura che utilizza ancora mezzi e metodi arcaici»

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Secondo il calendario persiano siamo entrati nell’anno 1391. Penetrando questa terra (dall’alto prima, a bordo di un elicottero, e passando poi su terraferma)  ci si accorge che il gap temporale è evidente, ed ha un suo perché. Il tessuto dell’Afghanistan infatti si dirama in una serie di piccoli villaggi tribali, ognuno con il proprio capotribù. Avventurarsi in questi posti significa fare un balzo indietro nel tempo. Non c’è luce, non c’è acqua, non c’è elettricità. L’agricoltura è ferma ai primordi ed utilizza ancora mezzi e metodi arcaici, è l’allevamento a far la voce grossa. Ogni villaggio ha un capotribù. Ed è lui che decide il bello e il cattivo tempo dei suoi “sudditi”, spartendo viveri e labili ricchezze. La legge che vige è lui stesso a dettarla, perché niente è più lontano, in questi luoghi, di concetti quali lo Stato, le Istituzioni, Diritti e  Doveri. I capi tribù dei vari villaggi sono abituati a relazionarsi con i militari stranieri e a ricevere la visita delle truppe, perché non si fanno scrupoli nel chiedere benzina, vestiti, alimenti.

Se si prova a capire quanti abitanti risiedano in un determinato villaggio, si ottiene per risposta il numero di case che si erigono al suo interno. E quando a fatica si riesce a tirar fuori un dato sul numero di persone , si comprende, solo successivamente, che da questa cifra rimangono fuori le donne. Obbligate a rimanere a casa, difficile vederle in giro, neanche in burqua. Il pashtunwali, codice comportamentale di una legge non scritta dell’etnia pashtun, viene ancora osservato rigidamente da queste parti. Ed i suoi dettami non consegnano diritti alle donne,  neanche quello di esser contate in un censimento sui generis.

Ilaria Romano e Romina Vinci

(testo e foto)

Pubblicato sul numero di Dicembre 2012 del mensile 50&Più.

Disponibile in pdf: Afghanistan, transizione in corso

La prima puntata del reportage è disponibile su: https://rominavinci.wordpress.com/2012/12/19/afghanistan-transizione-in-corso/

3 thoughts on “AFGHANISTAN – Alla scoperta dei villaggi, il radicalismo delle tribù (2° PARTE)

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