AFGHANISTAN, un centro agricolo d’avanguardia a mezz’ora da Herat (5° PARTE)

“Un progetto per lo sviluppo dell’agricoltura locale”

detenuta03

E’ notoriamente il Paese maggior produttore mondiale di papavero da oppio, ma si tratta di un primato di cui, in Afghanistan, una buona fetta della popolazione non ne va affatto tanto fiera, anzi. Da anni è iniziata infatti la marcia a favore delle colture diverse dall’oppio.  Dapprima è stata la volta dello zafferano, che è stato lo scudo attraverso cui il contingente italiano ha condotto un’avanzata nell’ovest del paese, distribuendo bulbi, fertilizzanti e arnesi da lavoro.  Ma la coltivazione della pregiata spezia non è riuscita ad intaccare quella della cosiddetta “mezzaluna d’oro”,  nello Helmand, ritenuta la più grande coltivazione d’oppio della terra.

Ha preso così avvio il PerennialHorticulture Development Project (PHDP), un progetto internazionale per lo sviluppo dell’agricoltura locale che mira a preservare e selezionare le migliori colture autoctone e sperimentare vari tipi di concimi, fertilizzanti e tecniche di coltivazione.  Ad oggi si contano sei aziende agricole modello in Afghanistan, e coltivano complessivamente 33 ettari di terreno.

herat04Ad appena mezz’ora di macchina da Herat  sorge uno di questi centri d’avanguardia.  Si tratta della “Urdu Khan Farm”, un centro agricolo sperimentale in cui vengono selezionate diverse centinaia di colture da frutta, in particolare pesche ed una varietà d’uva di eccellente qualità (la provincia di Herat è uno tra più grandi fornitori di uva del Pakistan e dei paesi limitrofi). Nell’azienda vengono inoltre sviluppate tecniche di crescita e piantumazione moderne  al fine di promuovere un’agricoltura intensiva.  Il centro sperimentale è considerato il fiore all’occhiello del dipartimento dell’agricoltura e garantisce una trentina di posti di lavoro tra tecnici, agronomi e operai. Un numero che sale fino a toccare quota 150 operatori nei periodi di raccolta. Il progetto vanta il sostegno del Ministero dell’Agricoltura afghano e il finanziamento dell’Unione Europea, oltre al coinvolgimento di alcune aziende italiane, nonché delle Università di Firenze e Bologna.

Anche il contingente italiano, con il ProvincialReconstruction Team (PRT) – CIMIC Detachment di Herat, ha contribuito allo sviluppo del centro. Solo una decina di giorni fa è stata inaugurata un’area espositiva che permetterà l’esposizione e la vendita di tutti i prodotti ortofrutticoli coltivati presso la ‘Urdu Khan Farm’.

Ma su cosa punta l’Afghanistan del post-2014?  A rispondere è il governatore di Herat, DaudShah Saba: “Incrementare lo sviluppo dell’agricoltura, dell’allevamento ed il valore delle industrie; promuovere il lavoro artigianale ed incentivare quello turistico”. La rinascita dell’Afghanistan parte da qui.

Ilaria Romano e Romina Vinci

(testo e foto)

Pubblicato sul numero di Dicembre 2012 del mensile 50&Più.

Disponibile in pdf: Afghanistan, transizione in corso

La quarta puntata del reportage è disponibile su:

https://rominavinci.wordpress.com/2012/12/27/afghanistan-il-peso-del-passato-afgano-nei-ricordi-dellarchitetto-andrea-bruno-4-parte/

La terza puntata del reportage è disponibile su:

https://rominavinci.wordpress.com/2012/12/26/afghanistan-la-conquista-di-un-futuro-in-una-societa-tradizionale-3-parte/

La seconda puntata del reportage è disponibile su: https://rominavinci.wordpress.com/2012/12/20/afghanistan-alla-scoperta-dei-villaggi-il-radicalismo-delle-tribu/

La prima puntata del reportage è disponibile su: https://rominavinci.wordpress.com/2012/12/19/afghanistan-transizione-in-corso/

2 thoughts on “AFGHANISTAN, un centro agricolo d’avanguardia a mezz’ora da Herat (5° PARTE)

  1. Grazie a te Tina per le tue parole e per il tuo interesse. In questo blog, alla categoria “Reportage”, puoi trovare tantissimi esempi di reportage sociali. Complimenti anche a te per il tuo spazio virtuale, ti seguirò con molto piacere. Un saluto, e grazie

  2. Grazie per questo reportage. Sono dell’idea che ogni reportage debba avere la giusta visibilità in modo da cercare di curare un po’ la miopia che caratterizza spesso molti di noi. Mi piacerebbe presto vedere postate ulteriori foto. Vi rebblogherò con piacere nel mio spazio dedicato ai reportage sociali. Buon tutto

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...