Un viaggio al contrario

«Riprendere il rapporto con i ritmi della natura, è emozionante», dice Letizia. «Ora mi sento parte di un ecosistema. Questo è importante per me… il primo investimento è stato di 5.000 euro».

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Voglio andare a vivere in campagna»: Toto Cutugno la cantava con un tono cadenzato. Era il 1995 e la sua canzone rappresentò un vero flop al Festival di Sanremo. Eppure quel ritornello è rimasto impresso nella memoria degli italiani fino ai nostri giorni.

Sarà la crisi, sarà l’incertezza di un futuro unita ad una precarietà sempre più dirompente, fatto sta che, negli ultimi tempi, quell’ode alla “vita bucolica” è tornata in auge. E c’è anche chi è riuscito a trasformare quella generica aspirazione in realtà. È il caso di Ennio Di Tommaso e della sua compagna Letizia.  È Ennio ad iniziare il racconto: «Ho passato l’infanzia in un piccolo paese della Sabina, mio padre lavorava come bracciante agricolo. Poi ci siamo spostati a Roma ed ho perso completamente la dimensione rurale». Layout 1Anche la sua compagna, Letizia, ammette di sentirsi più cittadina che altro: «I miei genitori sono di origini umbre, ma si sono trasferiti subito nella Capitale, è lì che sono cresciuta. Sei anni fa Ennio ed io abbiamo deciso di comprare questa casa in campagna, a Lugnano in Teverina. Doveva essere la dimora della nostra vecchiaia, e invece il posto ci ha conquistato, e ci siamo trasferiti subito». Entrambi lavorano come liberi professionisti, offrono servizi di consulenza e formazione alle aziende e, nonostante siano costretti a fare i pendolari per lavoro, non rimpiangono affatto la frenesia metropolitana. Perché in questo piccolo paradiso umbro hanno un ettaro di terra, un orto e capre, galline, cani e gatti.

«Ho riscoperto il piacere delle attività legate ai campi, alla potatura degli alberi di ulivo», dice Ennio sorridendo. A Letizia brillano gli occhi quando racconta della sua nuova vita: «Riprendere il rapporto con la terra, con i ritmi della natura, è emozionante. L’attenzione al tempo meteorologico non si riduce più alla scocciatura della pioggia, o al piacere delle alte temperature per ritagliarsi una giornata al mare. Ora mi sento parte di un ecosistema, ed è una cosa importantissima per me». Layout 1

Quella della coppia di liberi professionisti potrebbe esser definita la voglia di un ritorno alle origini: «Abbiamo un vecchio forno – dicono -, facciamo anche il pane. Stiamo scoprendo delle modalità culinarie che, sebbene siano desuete, in realtà ci divertono molto, e ci permettono di riscoprire tanti sapori».  Certo gli impegni di lavoro li costringono ancora a dei ritmi di vita frenetici, continui spostamenti su e giù per la Penisola, ma loro non demordono: «Quando non ci siamo i nostri vicini ci danno una mano, dando da mangiare agli animali. Spesso per i lavori più duri ci affidiamo a qualche giovane della zona, che accetta di buon grado di aiutarci».

Ma quali sono i costi da sostenere per avviare un progetto simile? A rispondere è Letizia: «Il nostro primo investimento è stato di cinquemila euro, per l’acquisto di un piccolo trattore. Nel corso di questi anni abbiamo cambiato tre volte trattore, ricorrendo al mercato dell’usato che, a differenza del mondo delle automobili, non viene svalutato. Abbiamo poi vari attrezzi, dall’aratro al trincia. C’è da dire che la Partita Iva non ha molti oneri anzi, all’inizio, se non si supera una determinata soglia di guadagno, non c’è bisogno di una contabilità particolare, e questo consente di avere dei ricavi». Layout 1Ora però Ennio e Letizia vogliono provare a guardare oltre: «Stiamo ragionando su come coniugare il piacere e la passione di stare in campagna con un’attività che sia redditizia». Al vaglio ci sono la possibilità di sviluppare servizi per il turismo, come un agriturismo, oppure concentrarsi su coltivazioni di nicchia: «La coltivazione delle lumache, ad esempio, oppure quella di erbe aromatiche che può generare la produzione di oli essenziali. Sentiamo la necessità di avviare qualche attività legata alla campagna, senza la velleità di farla diventare un business, ma soltanto per trasformarla nella nostra dimensione prevalente». «In fondo – ricordano – siamo dei liberi professionisti».

Romina Vinci (testo)

Pubblicato sul numero di Gennaio 2013 del mensile 50&Più, all’interno del Dossier “Ricomincio da me”.

Disponibile in pdf: Il futuro nelle mani della TERRA

In versione online: http://www.50epiu.it/Home/Notizie/tabid/63/ID/907/Un-viaggio-al-CONTRARIO.aspx

La prima puntata del dossier è disponibile su: https://rominavinci.wordpress.com/2013/02/10/il-futuro-nelle-mani-della-terra/

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